La differenza principale a mio modo di vedere, sta nel fatto che la fisioterapia è il frutto di decenni di studi scientifici sulla riabilitazione mentre l'osteopatia nasce da una
storia di tecniche e pratiche tramandate e applicate molto spesso con successo. Tuttavia il fisioterapista utilizza gran parte delle tecniche manuali che in passato adottava
solo l'osteopata. Si può dire che la differenza consista soprattutto in una in una visione differente del funzionamento del corpo. L'osteopata cerca di consegnare
una libertà nuova al corpo tramite manipolazioni mentre il fisioterapista cerca di migliorare il movimento sia tramite il trattamento sul lettino ma soprattutto
impostando il corretto esercizio fisico.
In passato, la formazione in fisioterapia era basata su corsi regionali di durata variabile, spesso organizzati all'interno di ospedali. Solo successivamente è diventata un diploma
universitario, fino a trasformarsi in un corso di laurea triennale con l’introduzione del sistema universitario attuale. Il
fisioterapista è un professionista sanitario laureato e riconosciuto dal Ministero della Salute. Il percorso prevede una base teorica e
pratica, con tirocini formativi obbligatori già durante il percorso universitario. Dopo la laurea, è possibile proseguire
con master, corsi di specializzazione o lauree magistrali, per
approfondire tecniche specifiche e aggiornarsi sulle nuove evidenze scientifiche.
La fisioterapia si occupa di:
✔ Dolori articolari e muscolari
✔ Traumi e post-chirurgia ortopedica
✔ Problematiche neurologiche (ictus, sclerosi multipla)
✔ Disturbi posturali
L’osteopatia si basa su una visione più olistica, considerando il corpo come un sistema unico in cui ogni parte è collegata. L’osteopata utilizza soprattutto tecniche manuali
per ristabilire l’equilibrio tra muscoli, ossa, organi e sistema nervoso. Può essere utile per:
✔ Dolori cronici e tensioni muscolari
✔ Disturbi viscerali (problemi digestivi, reflusso, colon irritabile)
✔ Mal di testa e vertigini
✔ Disfunzioni posturali
✔ Disturbi legati allo stress
L'osteopatia nasce nel 1874 negli Stati Uniti, grazie al medico Andrew Taylor Still, che sviluppò un approccio terapeutico basato sulla relazione tra struttura e funzione del
corpo. Egli sosteneva che molte malattie derivassero da squilibri meccanici e che il trattamento manuale potesse ripristinare la salute.
L’osteopatia si è poi diffusa in Europa, sviluppandosi con approcci differenti. In alcuni paesi, come gli Stati Uniti, gli osteopati sono considerati medici osteopati (DO) con
possibilità di prescrivere farmaci e intervenire chirurgicamente. In Europa, invece, l’osteopatia è prevalentemente una disciplina manuale non medica.
La formazione osteopatica prevede percorsi specifici post-laurea
per i professionisti sanitari (come fisioterapisti e medici) o scuole
dedicate con corsi di durata 5-6 anni. Gli studi si focalizzano
su biomeccanica, manipolazioni articolari e viscerali, e un approccio globale alla salute.
Indipendentemente dal metodo utilizzato, credo che il paziente debba essere il protagonista attivo del proprio percorso di cura. Per ottenere risultati efficaci e duraturi, è fondamentale
una maggiore presa di responsabilità da parte del paziente, attraverso la consapevolezza del proprio corpo e il coinvolgimento nel trattamento.
Per questo motivo, il mio approccio prevede sempre l’integrazione di autotrattamenti ed esercizi specifici, fondamentali per supportare gli eventuali miglioramenti ottenuti con il
trattamento manuale e per prevenire recidive. Il movimento libero, l'esercizio e la corretta gestione del corpo nella vita di tutti i giorni sono elementi chiave per un recupero completo
e stabile nel tempo.
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